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Lunedì 21 dicembre alle ore 17:00 si accende l’albero di Natale
San Gimignano, 18 dicembre 2009 - Il Centro Diurno per anziani “Il Bagolaro” di San Gimignano presenta lunedì 21 dicembre un albero di Natale davvero speciale. La realizzazione è stata curata dagli utenti del Centro che hanno manipolato e recuperato, con la sapienza di chi ha vissuto un periodo in cui tutti gli oggetti avevano un uso e nulla era superfluo, ciò che la modernità ritiene un rifiuto.

Gli anziani di oggi sono forse l’ultimo legame culturale con una società sobria e a loro è affidato il trasferimento alle nuove generazioni di una lezione molto importante: il rispetto verso la natura e le “cose”. Per i giovani, infatti, il consumismo è un fatto naturale, inscindibile dal proprio essere. A differenza di chi le ha precedute, le nuove generazioni devono imparare a non consumare e a non rifiutare. Un paradosso della nostra epoca.

“L’idea è nata quest’estate durante una gita sul fiume Cecina– spiega il referente del Centro, Fausto Malevoli-, quando Armando ha raccolto un pacchetto di sigarette per buttarlo in un cestino. Un gesto così spontaneo che ci ha fatto riflettere su quanto sia poco frequente tra i giovani”.

Gli utenti del Centro Diurno hanno quindi iniziato a cercare cose morte, finite, gettate, abbandonate, per realizzare un'opera che rappresenti il Natale 2009. Sotto l’albero secolare del Bagolaro, posto nel giardino del Centro a cui dona il nome, si unisce ciò che la natura lascia a ciò che l’uomo con la sua intelligenza, volontà e amore realizza con i rifiuti della nostra quotidiana modernità.

“Ci siamo recati all'isola ecologica di San Gimignano – spiega Fausto Malevoli- dove abbiamo raccolto una cisterna per il gasolio, varie gomme di camion e trattori, centinaia di bottiglie di plastica e barattoli di ferro. Li abbiamo trasformati in lampade, stelle, palle di natale, scaccia spiriti e altre decorazioni”.

Il lavoro è durato circa 2 mesi ed ha coinvolto l’Associazione AUSER, l’Associazione Cavalieri di Santa Fina, l’Associazione La valle del sole, il cantiere comunale, gli operatori della FTSA, gli ospiti del Centro Diurno , gli abitanti dei mini appartamenti, i ragazzi del doposcuola della FTSA, gli abitanti del quartiere: in tutto oltre 50 persone.
“Abbiamo lavorato per 300 ore – conclude Malevoli- per poter dire "il lavoro è la nostra vita" e dal lavoro nascono i risultati”.
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