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Sono trascorsi 11 anni da quando Tommaso ci ha lasciato. Sembra ieri.
“Sembra ieri”: due paroline che non danno nemmeno il tempo di fiatare,
eppure lo sento dire da tutti: adulti, anziani, giovani e perfino ragazzi. Tutti
avvertono l'inconsistenza del tempo: volano i giorni, i mesi, gli anni. Per
questo penso a Tommaso, vedo Tommaso come se l'avessi incontrato, salutato
ieri pomeriggio in piazza della Cisterna. “Sembra ieri”, da un lato si tenta
quasi di ingannare lo scorrere del tempo, dall'altro fa piacere perchè è come se
Tommaso fosse ancora qui, come se non fosse successo niente. Felice illusione
della mente, se così si può dire. Ma illusione non è per il cuore perchè il
ricordo toccante di alcuni risvolti della personalità di Tommaso riempiono
la vita di valori umani intramontabili che non posso dimenticare.
E' proprio ciò che Tommaso mi ha lasciato, anzi “donato” quando, al termine
dell'ora di catechismo che lui stesso svolgeva con passione tra i ragazzi
più piccoli di lui, uscendo dall'aula, forse perchè qualche ragazzo glielo aveva
chiesto, mi disse: “Don, tu hai paura della morte?” Rimasi sorpreso che un
ragazzo di poco più di 14 anni mi facesse una simile domanda e per l'appunto
a me Sacerdote. Mi venne spontaneo rigirare a lui la domanda: e tu? Sorridente e
luminoso in volto, con un bel sole caldo che circondava le sue spalle,
rispose: “io no. La morte?! E' vita, è luce, sole; il sole non muore mai”. Si
ricordava forse di qualche mia predica della domenica sul tema della Risurrezione di
Cristo? Non lo so. Ma non posso dimenticare una così bella lezione – proprio
a me Sacerdote – è un bel dono che mi rende ancor più caro questo ragazzo che
con il suo esuberante amore per la vita ha voluto volare alto così presto, così
in fretta, nella Luce eterna del Cielo.
Ciao Tommaso, sei sempre nel mio cuore. Ti voglio bene.
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